In occidente oggi entriamo nella stagione dell’autunno, entriamo nello Yin.
Cosa significa Yin?
Lo Yin è tutto ciò che entra, scende, decresce, si condensa, si oscura ed è tutto ciò che si oppone e si completa a ciò che è yang. Per fare un esempio molto banale e riduttivo, nella dualità del mondo terreno è la luna che si alterna al sole, è la notte che si alterna al giorno, il buio alla luce, il freddo al caldo, la donna rispetto all’ uomo e così via…
Non esiste lo Yin senza lo Yang e viceversa.
Da un massimo yang che è stata l estate, vi è un cambio di polo, entriamo nello Yin, l’autunno: le giornate iniziano a diventare più corte e più fresche, le foglie iniziano a ingiallire e a cadere, sentiamo nell’ aria diversi odori e sentiamo che anche l’energia è cambiata.
Mentre in primavera vediamo un moto che dalla terra cresce e si espande sempre di più, in autunno la terra si riprende ciò che ha dato. C’è un energia che va verso il basso, vediamo che gli ortaggi faticano a maturare e, se seminati in ritardo, rimangono immaturi o di piccole dimensioni, proprio perché non c’è più una spinta energetica verso l alto.
Ma nell’ uomo, tutto questo che impatto ha?
Sicuramente per molti di noi non c’è più il desiderio e l entusiasmo primaverile ed estivo di uscire, di vedere amici e stare in compagnia. C é piuttosto un esigenza a stare di più in casa, a fare passeggiate nei boschi e magari in solitudine. Sentiamo un po’ di malinconia, una sorta di tristezza e spesso la spinta a prenderci più cura di noi stessi, come se in autunno avessimo bisogno di rinascere ogni volta: ricominciamo le attività fisiche, sentiamo un bisogno di coccole e di fare ordine nella nostra vita.
Sappiamo che ogni stagione è legata ad un elemento ed ogni elemento è legato ad un organo del nostro corpo. Il metallo è l elemento del polmone da cui prende tutte le sue caratteristiche e di cui parleremo in altri articoli.
Nasciamo con un inspiro e lasciamo il corpo fisico con un espiro.
Il polmone, che si occupa della respirazione, è molto legato alla sopravvivenza. Con l insipiro , il Qi scende al rene (energia primordiale) rinnovando ogni volta la nostra volontà di vivere. Con l’ espiro ci connettiamo al mondo per poter vivere l’esperienza sulla terra attraverso il corpo fisico, la pelle e il tatto.
Quindi a livello psichico, al polmone arriva tutto ciò che viene dall’ esterno e che decidiamo di portare dentro. Cosi, come respiriamo l aria pulita, portiamo esperienze belle e positive, a volte l aria è inquinata e anche le esperienze sono meno piacevoli.
Un altro aspetto psichico del polmone è quella del perdono, ovvero con l inspiro entro in contatto con me stessa/o, con la mia parte più fragile e oscura, con l espiro lascio andare, perdono e mi perdono. Lo stesso vale per le esperienze, le faccio mie, imparo la lezione ma poi, quando non mi servono più, le espiro e la lascio andare per fare posto ad altro.
Viviamoci quindi questa meravigliosa stagione, vediamo i colori, sentiamo i profumi e i suoni naturali. Entriamo in contatto con la nostra intimità e godiamoci questa malinconia, se non la opponiamo o nascondiamo, potremmo scoprire che è quasi piacevole.
Proviamo, nel silenzio e nella solitudine, a porci queste domande e, senza ragionarci o pensarci troppo, vediamo cosa accade.
Cosa posso lasciare andare?
Cosa voglio inspirare?
Poi coccoliamoci con degli auto-massaggi e concediamoci il riposo.
